SENZA FISSA DIMORA E LE ROSEBLU | BELLARIA FILM FESTIVAL 43 |  7 – 11 MAGGIO 2025

La regista Emanuela Piovano sarà presente al  43ª edizione di BFF43  Mercoledí 7 maggio, ore 16.00 per la  proiezione Senza fissa dimorache aprirà la nostra retrospettiva insieme ai corti di Adriana Monti e Ursula Ferrara. E ancora Giovedí 8 maggio, ore 16.00 – per la proiezione del film Le rose blu. Conduce Cesare Barbieri del comitato di selezione

Il cortometraggio Senza fissa dimora (1987), scritto e diretto da Emanuela Piovano e prodotto dalla RAI, rappresenta un’opera significativa che esplora il tema dell’emarginazione attraverso una narrazione poetica e simbolica.

Durante un viaggio in autostop verso la Germania, la giovane Juliane racconta la sua esperienza trascorsa in un dormitorio pubblico. Attraverso una serie di flashback, emergono le storie degli altri ospiti: giocatori di carte, una ragazza ex-tossicodipendente e una suonatrice di saxofono. La narrazione si arricchisce di elementi onirici, come la presenza di bambini vestiti da Re Magi, che appaiono e scompaiono, conferendo al racconto una dimensione sospesa tra realtà e sogno. Il film intreccia i temi della rivelazione, della gratuità e dell’abbandono, offrendo uno sguardo profondo sulla condizione umana e sull’importanza della memoria collettiva.

Il film Le rose blu (1990)- Le rose blu segna l’esordio alla regia di Emanuela Piovano nel lungometraggio, ambientato nel carcere femminile delle Vallette di Torino. Tra piccole detenute per reati legati alla droga, emerge la figura poetica di Lidia, simbolo di resistenza e bellezza. Una rosa blu, portata da Laura Betti e destinata a lei, diventa il filo conduttore di un racconto corale fatto di speranza, marginalità e sogni infranti.

Girato in 16 mm e successivamente ampliato a 35 mm, Le rose blu è un’opera che sfida le convenzioni del cinema carcerario, offrendo una rappresentazione autentica e commovente delle donne dietro le sbarre. Il film è stato riconosciuto per il suo valore artistico e sociale, ricevendo il Premio di Qualità del Ministero dei Beni Culturali e diventando un punto di riferimento nel panorama del cinema italiano degli anni ’90.

Girato tra realtà e finzione, il film si chiude con la tragedia dell’incendio del 1989 in cui persero la vita undici donne. Le rose blu è un omaggio alla dignità delle “dimenticate”, un’opera che unisce documentario e poesia per rinnovare lo sguardo sul cinema italiano.