BRICE CAUVIN | L’ ARTE DELLA FUGA È UNA COMMEDIA MUSICALE

L’arte della fuga” è una commedia musicale che racconta le diverse sfumature dei sentimenti attraverso gli occhi di tre fratelli. Un film scritto come una partitura, con una colonna sonora – di François Peyrony – che si mescola a brani di Vivaldi, Mozart e Bach (qui nella versione degli The Swingles)…

Ho cercato di scrivere la sceneggiatura come uno spartito di musica. Ogni personaggio è uno strumento che suona una propria musica. 

Antoine (Laurent Lafitte) è uno strumento a fiato, un flauto o un fagotto, 

Gérard (Benjamin Biolay) piuttosto un contrabbasso, 

Louis (#NicolasBedos) una tromba e Ariel (Agnès Jaoui Officiel) un pianoforte»…

Brice Cauvin, regista de #Lartedellafuga | #Alcinema!

follow us on

facebook.com/kitchenfilm

L’ARTE DELLA FUGA | AGNÈS JAOUI VI ASPETTA AL CINEMA!

 

🎥Agnès Jaoui Officiel vi aspetta al cinema per presentarvi ‘Ariel’, esplosiva e irresistibile protagonista de
►“L’arte della fuga”, dal 31 maggio #alcinemacon #KitchenFilm!❤︎ La sofisticata #commedia sentimentale di Brice Cauvin narra le vicende di tre fratelli, indecisi su molti aspetti della loro vita, incerti se restare o fuggire, se affrontare e prendere una decisione o scappare e praticare l’arte della fuga. In una sinfonia di tradimenti, bugie ed equivoci questi personaggi così veri e simili a noi danzano sullo schermo in una brillante commedia degli amori…

✮ Antoine (Laurent Lafitte) vive con Adar, forse comprerà con lui una casa, ma sogna Alexis.
Louis (#NicolasBedos) è innamorato di Mathilde, che incontra a Bruxelles dove lavora, ma sta per sposarsi con Julie.
Gérard (Benjamin Biolay), disoccupato e testardo, sogna il ritorno della moglie Helen che lo ha lasciato, ma forse cadrà tra le braccia della materna e stravagante Ariel (#AgnèsJaoui).
Tre uomini confusi, tre fratelli molto legati tra loro, insofferenti ma subalterni agli ossessivi genitori (Marie- Christine Barrault e Guy Marchand), un modello di coppia che nonostante tutto resiste.

🔜 #LarteDellaFuga, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano #StephenMcCauley e già campione di incassi in Francia, esce il 31 maggio nelle sale italiane, distribuito da KitchenFilm Roma

 

L’ARTE DELLA FUGA AL CINEMA | BRICE CAUVIN COMPONE UNA SINFONIA DI SENTIMENTI CHE VI FARÀ BATTERE IL CUORE

● Antoine   (Laurent Lafitte) sostiene che sia meglio vivere di rimorsi, che di rimpianti.
● Gérard    (Benjamin Biolay) si sente troppo moscio per avere solo 40 anni.
● Louis       (NicolasBedos) ha troppe aspettative da non deludere.
● Ariel        (Agnès Jaoui Officiel) detesta essere d’accordo con uno psicologo.

❤︎ Brice Cauvin compone una sinfonia dei sentimenti (confusi) che vi farà battere il cuore!

🎥 #Alcinema con KitchenFilm Roma

07 GIUGNO 2018

MERCOGLIANO (Avellino) | Movieplex Mercogliano (dal 25/6)
BOLOGNA | Cinema Teatro Orione
BRA (Cuneo) | Cinema Vittoria Multisala BRA (dal 7/6)
FIRENZE | Fondazione Stensen
MILANO | Cinema Centrale (dal 7/6)
PADOVA | MPX Multisala Pio X
PALERMO | Multisala Aurora e Cinema Igiea Lido
PINEROLO (Torino) | Cinema Hollywood (dal 7/6)
ROMA | Cinema Aquila
SAVIGLIANO (Cuneo) | Cinema Aurora (dal 7/6)

“LARTE DELLA FUGA ” | DOVE VEDERLO

ASCOLI PICENO | Nuovo Cineteatro Piceno  – BERGAMO | Multisala Studio Capitol – BOLOGNA | Cine Teatro Orione  – CAGLIARI | Greenwich – CANDELO (Biella) | Verdi  – CHIERI (Torino) | Splendor – DOGLIANI (Cuneo)| Multilanghe  – FANO | Cine Malatesta – FIRENZE | Stensen – GENOVA | Ariston – MANTOVA | Ariston – MILANO | Eliseo – MILANO | Anteo  –  MONZA | Capitol SpazioCinema – PADOVA | Multisala Pio X  – PALERMO | Aurora – PESARO | Solaris –  PERUGIA | Cinema Melies – PISA | Arsenale  – REGGIO EMILIA | Al Corso – ROMA | Nuovo Aquila –  ROMA | Eden – ROMA | Quattro Fontane – SAN MAURO TORINESE (Torino) | Cinema Gobetti – TORINO | Reposi – VARESE | Nuovo …

Posted by KitchenFilm Roma on Thursday, May 31, 2018

L’ARTE DELLA FUGA | LE ANTEPRIME  ROMA – FIRENZE – MILANO

23 maggio 2018

Campione d’incassi in Francia

Arriva nei cinema italiani 

 

 

Tre anteprime in diverse città alla presenza del regista Brice Cauvin e della distributrice Emanuela Piovano (KITCHENFILM)

 ROMA -24 maggio ore 20:30 cinema Farnese modera Maurizio di Renzo 

FIRENZE -25 maggio ore 20:30 cinema Stensen modera Michele Crocchiola

MILANO  26 maggio ore 21:30  cinema Anteo modera  Nicola Falcinella 

 DAL 31 MAGGIO 

AL CINEMA

Una commedia sull’amore

I genitori:

  • FRANCIS  e NELLY  gestiscono un negozio di abbigliamento maschile in Francia che non riescono più a far funzionare.

Hanno tre figli maschi:

  • ANTOINE – Lavora con una cara amica, ARIEL. Vive con ADAR ma è attratto da altro un uomo. 
  • GERARD   Disoccupato, divorziato e padre.  ARIEL è interessato a lui.
  • LOUIS – É fidanzato con la bella JULIE  amata moltissimo dai suoi genitori,  ma ha iniziato una relazione a Bruxelles, dove lavora con MATHILDE.

I fratelli incalzati dai genitori, sono molto indecisi su quale strada scegliere, ma proveranno a dare una svolta alla propria vita.

FÉLICITÉ |  PROGETTO “PRISON FOR HUMAN RIGHS” | BRESCIA 

17 MAGGIO 2018

Per la rassegna “Prison for human righs”, si terrà la proiezione del film “Félicité” di Alain Gomis giovedi 17 maggio a Brescia al cinema Nuovo Eden.

La proiezione del film premiato con l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria alla Berlinale 2017 in versione originale con sottotitoli in italiano sarà presentata da un gruppo di detenuti del carcere di Verziano.

Il progetto in collaborazione con Fondazione Brescia Musei – Cinema Nuovo Eden, Casa di Reclusione di Verziano, Camera Penale di Brescia, Ufficio del garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Brescia, ACT – Associazione Carcere e Territorio Onlus.

“Una donna cerca in tutti i modi di recuperare i soldi necessari per evitare l’amputamento di una gamba al figlio. Ma le cose non vanno come si aspettava.”  MYMOVIES

Félicité interpretato dalla bravissima Véro Tshanda Beya.

 

PROCESSO A CATERINA ROSS | PROIEZIONE CINEMA ARSENAL DI BERLINO | “ITALIEN 1968”

13 maggio 2018

PROCESSO A CATERINA ROSS  a  “ITALIEN 1968″ IL CINEMA ITALIANO SPERIMENTALE DEGLI ANNI SESSANTA E SETTANTA, la rassegna  organizzata da Arsenal – Institut für Film und Videokunst e.V.  grazie alla ricercatrice di cinema Cecilia Valenti e il collega Fabian Titeke che hanno scelto il film di Gabriella Rosaleva e alla Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia che ha fornito i materiali.

PROCESSO A CATERINA ROSS (1982)  

Il primo film prodotto da Emanuela Piovano (Kitchenfilm) .

Il  film che ha inaugurato la prima Edizione del Festival Giovani di Torino.

LA PROIEZIONE DEL FILM IL 13 MAGGIO ORE 21:00 AL CINEMA  DI BERLINO!

Il testo del film riproduce esattamente i verbali del processo svoltosi nel 1697 a Poschiavo-Brusio (Confederazione Svizzera) contro Caterina Ross, contadina di 32 anni, di religione riformata, figlia e nipote di “strie” a sua volta accusata stregoneria.

Il processo è girato nel chiuso di un capannone industriale totalmente abbandonato adiacente a una stazione ferroviaria. La parte riguardante i testimoni d’accusa è girata in esterni in alta montagna.

“Faccio cinema perchè amo la pittura, il segno del colore, l’equilibrio delle forme sono fondamentali nella mia vita.(Gabriella Rosaleva)

Caterina Ross  Daniela Morelli 

Il podestà  Massimo Sacilotto

Soggetto e sceneggiatura  Gabriella Rosaleva

Aiuto regista  Giovanni Barbieri 

Direttore della Fotografia  Renato Tafuri

Fonici  Hubert Niyhius e Pippo Ghezzi

Montaggio  Anna Napoli

Segretaria di edizione  Lella Lugli

Produzione  Emanuela Piovano

CATERINA ROSS E LA STORIA   

Archivio Comunale di Poschiavo -Fasc. n.497 R: Processo a carico – febbraio 1697

A condurre l’interrogatorio non è qui l’inquisizione ma l’Honorando Magistrato, ovvero il podestà, del comune di Poschiavo – Brusio (Confederazionw Svizzera) affiancato da 12 consiglieri.

Siamo alle soglie del ‘700: la stregoneria è diventata reato. La giustizia questa volta non ha aspettato un’accusa esplicita da parte di qualche compaesano di Caterina, sono bastate delle “voci in giro” perchè la macchina dell’ordine si muovesse.

La controriforma si allontana pian piano e con essa il timor di Dio. Le testimonianze che la giustizia raccoglie tra la gente hanno perso il phatos dell’esorcismo: i contadini sono molto più timorosi di un giudice che non di una qualche “ stria in forma di uccello” . 

Troviamo così in luce la maggioranza silenziosa , di fronte ad un inizio di Stato che non ha bisogno di prove ma di conferme a quello che che ancor prima di essere un reato è un nucleo di disordine. 

La stessa Caterina, attraverso le sue contraddizioni, il suo negare di essere “stria” pur affermando di esserlo stata, ma in gioventù, e solo per plagio di sua “ ava” (la stregoneria veniva tramandata per gradi parentela, ed accadeva spesso che si uccidessero sin da piccole le nipoti delle donne implicate. Caterina tra l’altro aveva già subìto un processo all’età di 7 anni) esprime questo trascolare della stregoneria in mera superstizione, se non addirittura in pratica burocratica.  Inoltre, ciò su cui la gustizia insiste in questo momento non è tanto l’accertamento dei famosi “bolli”, che si supponeva il demonio imprimesse sul corpo delle sue adepte, bensì quali fossero le compagne di Caterina e dove trovassero i loro luoghi di aggregazione (i Berlott, Sabba profani in cui la rigida ritualità lascia il posto ad un più spensierato “ballar”).

Caterina, la quale come abbiamo visto, non sapeva prendere una decisione univoca al suo essere  o non essere strega tace con risolutezza, anche sotto tortura, i nomi delle sue compagne.

Leggendo gli atti di questo processo siamo dunque lontani dalla consueta mitografia aulica e curiale della stregoneria che si rifà ad episodi cronologicamente anteriori.

Se si fa eccezione per i bambini, nel cui immaginario si suppone permangono elementi di stupore e di paura – ma forse anche di ammirazione – quando parlano di Caterina, in tutti i testimoni, così come nel Giudice e nella stessa condannata, prevale la fretta, l’indifferenza per la materia di cui si tratta, la senzazione di obbedire tutti ad un destino (burocratico?, sociale?, comunque non divino) di fronte al quale non ha più valore la fede e non ancora la ragione.

Emanuela Piovano