EMANUELA PIOVANO RACCONTA “PROCESSO CATERINA ROSS” | 36° TORINO FILM FESTIVAL

25 Novembre 2018

CURIOSITÀ SUL FILM  “PROCESSO A CATERINA ROSS”  DI GABRIELLA ROSALEVA !

QUALCUNO ALZA LA MANO?

Gabriella Rosaleva

Emanuela Piovano racconta aneddoti curiosi del film “Processo a Caterina Ross” al pubblico presente al cinema Massimo con Gabriella Rosaleva, Dada Morelli e il direttore artistico Emanuela Martini nella serata del 25 novembre al 36°TORINO FILM FESTIVAL.

Il film Processo a Caterina Ross riceve il Premio Equilibra ed è stato restaurato dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal Centro Sperimentale di Cinematografia con la collaborazione di Kitchenfilm.

 

PROCESSO A CATERINA ROSS | 36° TFF| GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

25 novembre 2018

Per la  36°TFF – TORINO FILM FESTIVAL 2018 al cinema Massimo domenica 25 novembre alle ore 14.30 la proiezione del film

PROCESSO A CATERINA ROSS” di Gabriella Rosaleva.

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne sarà proposta la proiezione della copia restaurata dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal Centro Sperimentale di Cinematografia con la collaborazione di Kitchenfilm e con il contributo di Equilibra. 

Sarà presente la regista Gabriella Rosaleva che riceverà il Premio Equilibra per

 “il suo impegno nel descrivere la condizione di marginalità e di stigma di Caterina Ross, che diventa un simbolo delle vittime della violenza di genere”. 

Gabriella Rosaleva, Emanuela Piovano

Presente l’attrice protagonista Dada Morelli e Emanuela Piovano che ha partecipato alla produzione del  film inaugurando nel 1982 la prima edizione del Festival Internazionale Cinema Giovani.

Processo a Caterina Ross

Il testo del film riproduce esattamente i verbali del processo svoltosi nel 1697 a Poschiavo-Brusio (Confederazione Svizzera) contro Caterina Ross, contadina di 32 anni, di religione riformata, figlia e nipote di “strie” a sua volta accusata stregoneria.

Il processo è girato nel chiuso di un capannone industriale totalmente abbandonato adiacente a una stazione ferroviaria. La parte riguardante i testimoni d’accusa è girata in esterni in alta montagna.