
Dopo i premi e i riconoscimenti in Italia, il film di Emanuela Piovano continua il suo viaggio, incontrando nuovi pubblici e nuove emozioni.
Una sala strapiena, tanti giovani, alcuni seduti persino per terra pur di assistere alla proiezione. È l’immagine emozionante che arriva da Kutaisi, in Georgia, dove il 17 ottobre Finale:Allegro di Emanuela Piovano è stato presentato alla 6ª edizione del Kutaisi International Short Film Festival.
Tante domande, tanta partecipazione e molti spettatori commossi, soprattutto di fronte al racconto della guerra e della memoria della Georgia, una ferita che il tempo non ha ancora cancellato.
Accanto alla regista, il giovane attore georgiano Luca Chikovani, presente nel cast di Je So’ Pazzo, il film dedicato a Pino Daniele, appena uscito nelle sale italiane, in cui interpreta il musicista Tony Esposito.
Nutsa Khubulava, anche lei georgiana e interprete di Finale:Allegro, era impegnata su un altro set, ma sua madre ha voluto essere presente e complimentarsi personalmente con Emanuela Piovano. Un piccolo, bellissimo gesto di affetto.
E forse è proprio questa la magia di Finale:Allegro: un film che sa arrivare al cuore, anche quando attraversa lingue, culture e generazioni diverse.
Un racconto attraversato dalla musica e dalle canzoni, che diventano parte viva delle emozioni e dei ricordi. Storie di donne, di amore e di libertà, di femminismo e diritti, di omosessualità, di religioni e tradizioni differenti. E ancora la guerra, la memoria, il tempo che passa, il diritto di scegliere della propria vita.
Temi profondi, a volte difficili, che si incontrano attraverso esperienze umane molto diverse, ricordandoci quanto sia importante ascoltare e comprendere l’altro.
Dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti in Italia, dal Bif&st ai Nastri d’Argento, dal Premio Sergio Pastore al riconoscimento internazionale a Emanuela Piovano per il suo contributo al cinema italiano, il viaggio del film continua.
E proprio in Georgia, Emanuela Piovano è stata invitata anche a far parte della giuria del Rezo Gabriadze Short Film Development Workshop, che si concluderà il 22 ottobre. Un’altra occasione di incontro e di scambio, nel segno del cinema e della creatività.
Ma forse il premio più bello è proprio quello che arriva da una sala piena di ragazzi a Kutaisi: i loro occhi, le loro domande, la loro commozione.
Perché un film non vive soltanto sullo schermo. Vive nelle persone che lo incontrano, nelle emozioni che lascia e nei pensieri che continuano anche dopo la parola fine.
L’augurio è che Finale:Allegro possa continuare a viaggiare, sempre più lontano, nel mondo, portando con sé la forza della musica, della memoria e delle storie che ci rendono umani.
Perché le emozioni, come la musica, non hanno confini.