È UFFICIALE: LA BELLA E LE BESTIE TRIONFA| Primo Premio al Festival Vive le Cinéma di Lecce 2025!

La bella e le bestie (La Belle et la Meute) di Kaouther Ben Hania, distribuito in Italia da Kitchenfilm, ha vinto il Primo Premio al Vive le Cinéma Festival di Lecce 2025.

Un riconoscimento importante per un film potente, necessario e profondamente attuale, ispirato a una storia vera: una giovane donna tunisina subisce una violenza da parte di due poliziotti e decide di non tacere, affrontando da sola un intero sistema. Un racconto che commuove, indigna e scuote, trasformando il cinema in un atto di resistenza.

Presentato al Festival di Cannes aveva rappresentato la Tunisia nella corsa per gli Oscar 2019, La bella e le bestie continua a ricevere in Italia il riconoscimento che merita.

La regista Kaouther Ben Hania, già acclamata per L’uomo che vendette la sua pelle, è attualmente a Los Angeles per promuovere il suo nuovo film The Voice of Hind Rajab, appena entrato nella Short list degli Oscar 2026.

Kitchenfilm è orgogliosa di sostenere un cinema che dà voce alle donne, scuote le coscienze e porta sullo schermo verità che non possono essere ignorate.

IL NOSTRO LEONE D’ORO

A VENEZIA HA VINTO IL FILM
TRATTO DA UN ROMANZO DI ANNIE ERNAUX,
COME L’AMANTE RUSSO (PASSION SIMPLE)

Le opere di Anne Ernaux fanno centro al cinema perché raccontano avvenimenti che hanno segnato la sua vita e la libertà femminile. 

Il film  «L’Evénement» diretto da Audrey Diwan vince il Leone d’oro a Venezia 2021, un racconto sull’aborto basato sul romanzo autobiografico di di Annie Ernaux.

Come “ L’amante russo” diretto dalla regista libanese Danielle Arbid basato sul romanzo Passione semplice di Anne Ernaux tradotto nel 1992 in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone fece molto scalpore per il timbro eversivo ed erotico.

Nelle sale italiane e su cinekit.it  da vedere

Il film magistralmente interpretato da Laetitia Dosch racconta la sottomissione assoluta e volontaria di una donna intelligente ed emancipata ai desideri e alle esigenze di un uomo complicato, scorbutico e sfuggente, interpretato dal russo Sergei Polunin, stella del balletto e in quanto tale, per la sua perfetta conoscenza del corpo, ha interpretato le scene di sesso in maniera non banale.”  (Bookciack Magazine – Anna Tito)

Penso che Annie Ernaux sia una donna libera.” La descrive così la regista. “Effettivamente, nel 1992, fu attaccata, insultata, disprezzata dalla stampa che la accusava all’epoca di strisciare davanti a un uomo, di passare questi pomeriggi ad aspettare un uomo, di essere una donna sottomessa. A queste polemiche lei rispondeva: “Penso che quando ami non hai limiti. Aspetto un uomo come un uomo può aspettare una donna. Non è il fatto che io sia una donna, è il fatto di essere innamorata”.

“Pur se presentato in piena era di #MeToo, la critica del Festival di Cannes dello scorso anno lo ha non poco applaudito, riconoscendone l’altissimo livello, anche per la capacità di raccontare nel dettaglio la “banalità” della passione, con i suoi momenti sublimi e il logorio dell’attesa, da cui risulta un formidabile ritratto di donna in preda al proprio desiderio.”

(Bookciak Magazine – Anna Tito)