
Al C-Movie Film Festival, appena concluso, la visione del cinema non è mai vincolata dalle etichette di “serie A” e “serie B”. Il nostro obiettivo è esplorare il cinema di confine, quello che sfida le definizioni tradizionali, offrendo una finestra su mondi spesso non raccontati, ma ricchi di valore, creatività e messaggi profondi. Celebrando tutte le forme di cinema, dalle più sperimentali a quelle più popolari, il nostro festival simboleggia un dialogo ininterrotto tra generi e culture.
Ieri, la scomparsa di Nadia Cassini, icona del cinema di serie B, ci invita a riflettere su un genere spesso considerato marginale, ma che ha dato spazio a innovazione e libertà espressiva, creando opere che sfidano le convenzioni e aprono nuove strade al cinema di genere.
Un ospite speciale di due edizioni del C-Movie è stata Barbara Bouchet, ha partecipato alla proiezione di La dama rossa uccide sette volte (1972) e, nella seconda edizione, ha raccontato il suo rapporto con Monica Vitti e Ugo Tognazzi nel film L’anatra all’arancia (1975). Due pellicole considerate “cult”. Barbara Bouchet, una leggenda del cinema di genere, ha raccontato come Quentin Tarantino, dopo un incontro a Venezia, l’abbia sempre considerata un “mito”, accettando di fare da padrino a una rassegna di film di serie B solo a condizione che fosse invitata anche lei. Riguardo a ciò, la Bouchet si è detta profonda mente grata a Tarantino per aver riconosciuto il valore dei film di serie B, contribuendo così a farli riscoprire da una nuova generazione di appassionati, tra cui i fan del regista stesso, che apprezza da sempre il talento dell’attrice. E non solo: Barbara Bouchet è anche entrata a far parte del cast di Gangs of New York di Martin Scorsese (2002), interpretando il ruolo della signora Schermerhorn, dimostrando ancora una volta la sua versatilità e la capacità di brillare anche in contesti più mainstream, portando con sé la sua esperienza unica nel cinema di genere.








































