“SVELATA” AL CINEMA TREVI NELLA GIORNATA DEDICATA AD ANNABELLA MISCUGLIO

22 novembre 2018

Una giornata dedicata ad “Annabella Miscuglio. Una cineasta in prima linea” giovedì 22 novembre al Cinema Trevi di Roma, a quindici anni dalla scomparsa, in collaborazione con l’Associazione Culturale Filmstudio. 

Al termine delle proiezioni e dell’incontro moderato da Annamaria Licciardello con Paola De Martiis, Armando Leone, Loredana Rotondo, verrà proiettato SVELATA di Emanuela Piovano e Silvana Silvestri (Italia, 2004, 16’) 

“Un omaggio ad Annabella Miscuglio all’indomani della sua scomparsa. I volti, le parole, i luoghi di Annabella e di chi ha condiviso con lei le battaglie e gli amori di una vita intera”.

Emanuela Piovano ha dedicato in seguito, sempre in collaborazione con Silvana Silvestri per la sceneggiatura insieme a Francesca Romana Massaro e Gualtiero Rosella il lungometraggio L’età d’oro (2016) in cui la figura estremamente affascinante di Annabella Muscuglio nel panorama del cinema italiano è stata interpretata dalla bravissima Laura Morante. 

L’ETÀ D’ORO |FILMSTUDIO90| VARESE

19 settembre 2018

L’età d’oro continua il tour. Emanuela Piovano presenta il film al Filmstudio90 di Varese. 

Il filmstudio90 venne fondato sulla scia del Filmstudio di Roma “il primo club di cinema italiano” fondato da Annabella Miscuglio nel 1967 insieme a Paolo Castaldini e Americo Sbardella.

L’età d’oro s’ispira alla figura di Annabella e sarà l’occasione per parlare della crisi del rilancio della sale a cui la serata è dedicata  “EVENTO SPECIALE: ALLA RICERCA DELLA SALA  + L’ETÀ D’ORO” organizzata da Giulio Rossini per mercoledì 19 settembre alle ore 20:30.

 

L’ETÀ D’ORO|PROTAGONISTE LE SEGGIOLE DELL’ AIRICICLOTTERI

17 settembre 2018

Calorosa accoglienza del director’s cut del film L’età d’oro all‘Arena Airiciclotteri di Bari diretta da Nico Cirasola alla presenza di Emanuela Piovano e Rossella Chiovetta.

Rossella ha raccontato la bella esperineza del cast e del ruolo eccezionale: LE SEGGIOLE dei Ariciclotetri protagoniste del film che poi è stato girato nell’arena di Monopoli.

Presenti la sorella di Annabella, Piera Miscuglio, Renato Minichelli che ha effettuato la presa diretta e l’attrice Donatella Salviola.
Alcuni professori presenti alla proiezione lo vorranno per le scuole.
Emanuela ha fatto vedere i bozzetti preparatori del film tratti proprio dai primi sopralluoghi effettuati all’arena di Nico.
Si torna sempre sul luogo del delitto!

L’ETA’ D’ORO | ITALIA – L’ÂGE D’OR DES CINÉ -CLUBS|FRANCIA

11 settembre 2018

Dopo l’anteprima al cinema di Parigi il 7 agosto al cinema Saint-André des Arts nel magnifico quartiere latino, il film sta attraversando molte città francesi: Grenoble, Lyon, Clermont, Cavillon Cedex, Carpentras, Brest Bretagn, Nice, Carantec…

Ecco le prossime proiezioni di L’ETÀ D’ORO di Emanuela Piovano, in Francia con il titolo

L’age d’or des ciné-clubs L’affaire Annabella Miscuglio.

 12 SETTEMBRE 

CINEMA LUXSOR – Oloron-Sainte-Marie – ore 18:30

LES LUMIÈRES – Vitrolles – ore 21:00

DAL 13 AL 18 SETTEMBRE

CINÉ M  – Mourenx 

 23 SETTEMBRE  2018

SALE JULETTE GRECO- MEDIATHÈQUE – Carros-ore 17:30

26 SETTEMBRE  2018 

CINEMA LEPETIT CASINO – Saint-Aignan ore 21:00

 

L’AGE D’OR DES CINÉ-CLUBS|CINEMA LE LUXOR

9 settembre 2018

Manifesto L’âge d’or

Il film L’AGE D’OR DES CINÉ-CLUBS in Francia domenica 9 settembre al cinema LE LUXOR a Oloron-Sainte-Marie. Orari: 18:30 – 20:08

In Italia con il titolo L’ETÀ D’ORO con Laura Morante regia di Emanuela Piovano.

L’articolo di ASKANEWS ” La Morante pasionaria dei cineclub: Seguiamo l’esempio di Moretti”

La Morante pasionaria dei cineclub: Seguiamo l’esempio di Moretti

“L’ETA’ D’ORO” |PROIEZIONE DEL FILM AL GOETHE LOFT DI LIONE

07 aprile 2017

La proiezione del film “L’età d’oro” venerdì 7 aprile 2017  è stata  organizzata dall’istituto Italiano di Cultura  al Goethe Loft di Lione

Presente la regista Emanuela Piovano.

“A Lione le prenotazioni sono state talmente tante che si è dovuta aggiungere una stanza e non si è potuto tirare la tenda nella saletta prevista per la proiezione.

Questo ha fatto sì che la prima parte della proiezione avvenisse alla luce dato che non era possibile oscurare il lucernario.

Ho cercato di tirare un po’ in lungo la presentazione, ma visto che era oltretutto una bellissima giornata non si è fatto notte fino a metà film.

Ho dunque dato l’avvio al proiezionista alludendo a Lione città magica (e triangolo con Torino e Praga) visto che uno dei temi dell’Età d’oro è proprio la proiezione in piena luce, come se la forza delle immagini potesse competere con la luce stessa dell’arena cinematografica.

Quindi come L’arroseur arrosé sono stata ripagata dall’aver lanciato questo sasso paradosso e proprio a Lione (città tra l’altro natale dei fratelli Lumière) ho dovuto proiettare L’età d’Oro en plein lumière.

Sfida vinta. I circa 150 spettatori hanno seguito passo passo le ironie del film, le allusioni, le commozioni, incoraggiandomi a stare anch’io con loro, cosa che non faccio quasi mai.

Molte le domande e le felicitazioni a fine proiezione: nessuna domanda era di chiarificazione, dunque la sintonia con il pubblico molto eterogeneo e di svariate generazioni è stato totale. Come ad Annecy e a Mons peraltro.

Ma il commento più gradito è venuto da una giovane studentessa, che mi ha detto di amare il cinema di relazione, dove le relazioni tra i personaggi sono approfondite e sviscerate.

Non si parla mai abbastanza delle relazioni al cinema, perché i critici la ritengono un’escursione non pertinente con l’estetica, la ricerca linguistica, la citazione e il controcanto dei maestri.

E poi parlare di relazioni al cinema è un po’ come l’esecrata lettura dei film alla luce dell’ideologia, una sotto-lettura insomma che da quando esiste lo strutturalismo è praticamente vietata.

Vengo adesso da una rilettura di Lessico Famigliare di Natalia Ginzburg, piccolo gioiello di un’attualità inaudita che fu stroncato da Goffredo Fofi e dai quaderni piacentini perché il femminismo filosofico era ancora lontano, e anche il situazionismo.

Infatti l’Età d’Oro è un omaggio a questa generazione successiva, (Annabella Miscuglio cui il film rende omaggio è stata la traduttrice in Italia di Veneigem), dove è vero che si decostruiva la narrativa e quindi anche ogni possibilità di comprensione, ma dove è anche vero che qual movimento era tutto fuorché intellettualistico, cerebrale, avulso.

Era invece un movimento che incominciava a rendere permeabili i passaggi dall’uno all’altro, l’utopia di rivedere i modi di stare insieme oltre la famiglia, il rapporto con i figli al di là di tutti i paletti imposti dai protocolli di comportamento.

Ecco: aver voluto fare di questo omaggio un’opera narrativa (come sottolinea Adriano Aprà citandomi nel nuovo progetto di Fuori Norma) e non neo-sperimentale, come forse ci si sarebbe potuti aspettare, è stata dettata non da un compromesso di mercato o di leggiblità, ma proprio dall’aver colto il seme più profondo posto da Miscuglio ad insegna del suo testamento.

Il seme che l’avrebbe portata alla fiction, alla sceneggiata, al nazional popolare su cui stava lavorando negli ultimi tempi insieme al suo collettivo. Il seme che noi autori di età d’Oro abbiamo creduto individuare nel mescolare fantasmi e inconscio a relazioni e storia, dialogo lineare e piani sfalsati su cui raccogliere le immagini e le immagini delle immagini, e le immagini delle immagini delle immagini.

Piccolo fiore che sboccia per gli spettatori che hanno avuto – come i francesi, e i belgi, forse europei? – una scolarità all’audiovisivo, che dunque si abbandonano al processo significante senza blocchi, dando vita a quello che ognuno di noi che lavora dietro (nell’orto prima dell’assaggio e dietro le quinte è uguale) saluta come un piccolo miracolo anche se dovrebbe essere il normale sbocco del proprio impegno.

Alludo al piccolo grande fiore del riconoscersi, (altro grande filone della critica cinematografica abiurato, quello del rispecchiamento alla Lukacs), del ritrovare nel film qualcosa che si intuisce ma che il film aiuta a svelare, o solo a complicare.

E’ una bellissima esperienza per un autore uscire dalla proiezione di uno dei suoi film e sentire che le persone che vi hanno assistito ne hanno bisogno, lo riconoscono come un dono.

Così è stato anche a Lione, dove un istituto italiano di Cultura lotta per la propria sopravvivenza (da più di un anno il nuovo direttore non è ancora stato nominato), dove al di là dei nazionalismi i pochi impiegati fanno di tutto per scambiare con la loro città le opere del proprio paese.

Pensate che la sala di proiezione dove si svolgono le attività dell’Istituto italiano di cultura a Lione è del Goethe Institut.

Evviva allora questo circuito alternativo alle sale commerciali che sempre di più stano imparando da loro (vd dichiarazioni di Sorrenitno e altri all’ultimo convegno ANICA), viva i centri culturali dove da adolescente mi sono formata anch’io a Torino e li ricordo come tra le più belle esperienze.

 

LA CLIP ” LE FEMMINISTE” PER CELEBRARE LA FESTA DELLA DONNA

8 Marzo 2017 
In occasione della Festa della donna vi presentiamo una clip 
inedita per celebrare la figura di Arabella - interpretata 
da Laura Morante Web - una persona combattiva che ha lottato 
per quello in cui più credeva

 il cinema e l’affermazione dei diritti delle donne


L'inedita versione Director’s cut,  del film " L' età d'oro" ora 
disponibile in DVD con CG Entertainment contiene 4 minuti in più, 
oltre ad avere un montaggio alternativo, rispetto alla versione 
presentata in sala.
Dedicata alle ragazze di ieri e alle donne di oggi e di domani!
"Dobbiamo smettere di avere paura"