“AFFASCINANTE” L’AGE D’OR DES CINE-CLUBS L’AFFAIRE ANNABELLA MISCUGLIO

Condividiamo con piacere la bellissima critica al film

L’età d’oro  con Jour2fête in Francia con il titolo

“L’AGE D’OR DES CINE-CLUBS L’AFFAIRE ANNABELLA MISCUGLIO

https://www.unificationfrance.com/article53518.html?lang=fr

Di seguito la traduzione:

“L’età d’oro dei cinéclub è un momento speciale, con un’atmosfera davvero speciale. Una forma di libertà la cui memoria segna ancora gli spiriti. Questo film spingerà alcuni spettatori (almeno i più anziani, che hanno conosciuto questo tempo benedetto) ad una dolce nostalgia, prendendo in prestito una luce e un’atmosfera, qui perfettamente trasmessa.

Sono sensibile a questa forma di nostalgia, che prende il suo posto interamente nel presente. Questo paradosso che pone la memoria nel cuore di “oggi” e mostra anche l’impatto del passato sul presente, senza mai annoiare …

Seguiamo con piacere, anche se non è così facile per lui, le peregrinazioni di un giovane in preda al ricordo della madre defunta. Che viene a prendere in carico la sua eredità, un cinema all’aperto, di grande bellezza.

Le immagini sono superbe. Il luogo magnifico nella sua semplicità.

In contrasto con la complessità del soggetto, che porta il nostro sfortunato figlio a un dialogo strano e soprannaturale con sua madre, tornata da un aldilà dove sembra aver sempre vissuto.

Libera e anticonvenzionale, questa artista viveva in un vortice di emozioni, passione per la settima arte, di un amore condiviso con gli uomini della sua vita, compagni e figli. Un passato che pesa sul giovane nel momento in cui deve prendere una decisione importante rispetto all’eredità pesante di ricordi e risentimento.

La tecnica cinematografica è qui allo stesso tempo uno strumento e un personaggio.

I flashback si fondono armoniosamente con la trama principale.

Si apprezza la particolare “grana” dell’immagine, testimonianza di un passato non così lontano.

Gli attori ci danno a loro volta scene  teatrali e momenti intimi, recitati con molta naturalezza.

Il tutto invita a sognare e a riflettere sulla difficile questione dell’eredità … tanto temporale che spirituale.

Cosa ci lasciano i nostri genitori? A parte i beni materiali che devono essere gestiti … Cosa rimane del nostro rapporto con il nostro genitore? Quando non abbiamo avuto il tempo di “sistemare tutto” con lui, prima che se ne andasse?

Tante domande che “passano molto bene” in questa storia costruita con l’intelligenza del cuore e la delicatezza di una messinscena che mette in risalto i sentimenti dei due protagonisti. Senza dimenticare di dare tutto lo spazio agli altri.

Un film piacevole, che tratta di un soggetto non così facile … con eleganza. Affascinante.”

L’ETÀ D’ORO|PROTAGONISTE LE SEGGIOLE DELL’ AIRICICLOTTERI

17 settembre 2018

Calorosa accoglienza del director’s cut del film L’età d’oro all‘Arena Airiciclotteri di Bari diretta da Nico Cirasola alla presenza di Emanuela Piovano e Rossella Chiovetta.

Rossella ha raccontato la bella esperineza del cast e del ruolo eccezionale: LE SEGGIOLE dei Ariciclotetri protagoniste del film che poi è stato girato nell’arena di Monopoli.

Presenti la sorella di Annabella, Piera Miscuglio, Renato Minichelli che ha effettuato la presa diretta e l’attrice Donatella Salviola.
Alcuni professori presenti alla proiezione lo vorranno per le scuole.
Emanuela ha fatto vedere i bozzetti preparatori del film tratti proprio dai primi sopralluoghi effettuati all’arena di Nico.
Si torna sempre sul luogo del delitto!

L’ETÀ D’ORO DIRECTOR’S CUT | ARENA AIRICICLOTTERI |BARI

 

16 settembre 2018

Nico Cirasola organizza per LA MASSERIA DEL CINEMA E DELLE ARTI domenica  16 settembre una serata evento dedicato al personaggio di Annabella Miscuglio presso l’arena Airiciclotteri di Bari.

ore 20:00 “SVELATA” omaggio ad Annabella Miscuglio

ore 21:30 “L’ETÀ D’ORO” versione director’s cut alla presenza della regista.

Emanuela Piovano racconterà come si è ispirata ad Annabella Miscuglio per il personaggio di Arabella intrerpretato da Laura Morante e del figlio, Pierluigi Alto, interpretato da Dil Gabriele Dell’Aiera.

Un cast eccezionale per questo film che omaggia soprattutto il cinema. Gli attori: Gigio Alberti, Eugenia Costantini, Pietro De Silva, Stefano Fresi, Giulio Scarpati, Gisella Volodi, Elena Cotta,  Adriano Aprà e tanti bravissimi attori pugliesi. Il film è stato girato nella splendida Monopoli in provincia di Bari. Ambientato soprattutto nell’ Arena di Monopoli, Palazzo Palmieri e la Chiesa.

Attualmente la versione director’s cut sta girando alcune sale italiane.

In Francia è distribuito da Jour2Fete con il titolo L’age d’or des Cinè-Clubs L’affaire des Annabella Miscuglio.

 

(Le registe di Piera Detassis)
"...nasce "Kinomata" collettivo politico e artistico 
che si preoccupa di celebrare e smuovere il protagonismo 
femminile dietro la macchina da presa, con un forte 
interesse alla condizione femminile. Anime del gruppo, 
all'origine anche di una rassegna itinerante e di un 
libro troviamo Annabella Miscuglio, Rony Daopulo, 
Paola De Martis, Anna Carini, Loredana Dondi. 
Insieme girarono Processo Per strupo, mandato in onda 
il 26 aprile del 1979 dalla RAI: per la prima volta 
la cinepresa era entrata in un tribunale, quello di Latina, 
e aveva ripreso il dibattimento, svelando come, nelle parole 
crude di avvocati e Pm, le vittime diventassero 
colpevoli. Ancor più scandalo per il film successivo 
della Miscuglio, A.A.A. Offresi girato dentro la vita 
quotidiana delle prostitute, un documento talmente 
sovversivo che la Rai non lo trasmise. 
Oggi lo si considera perduto, e molte si adoperano 
per trovarne una copia, anche per ricordare 
l'opera e l'impegno femminista della Miscuglio, scomparsa 
nel 2003 e a cui l'assistente dell'epoca Emanuela Piovano 
ha dedicato un biopic poetico L'età d'oro, 
ispirato al romanzo di Romana Massaro e Silvana Silvestri 
e interpretato da Laura Morante." 
 
 

UNA PIZZA ANCORA SOTTO SEQUESTRO|L’AGE D’OR DES CINÉ-CLUBS L’AFFAIRE ANNABELLA MISCUGLIO| VIDEO ANTEPRIMA PARIGI

7 agosto 2018

Il film L’età d’oro di Emanuela Piovano trae spunto dalla vita di Annabella Miscuglio, una famosa attivista femminile del cinema italiano degli anni ’70 – ’80 che ha ispirato il personaggio di Arabella, interpretata dalla bravissima Laura Morante.

Liberamente ispirato al libro di Francesca Romana Massaro e Silvana Silvestri

“L’età d’oro – il caso Véronique”

EMMEBI EDIZIONI Firenze 2012

Attualmente nei cinema francesi distribuito dalla casa di distribuzione Jour2fête con il titolo L’AGE D’OR DES CINÉ-CLUBS L’AFFAIRE ANNABELLA MISCUGLIO

Video anteprima a Parigi al cinema Saint André des Arts alla presenza della regista e dell’attore Dil Gabriele Dell’Aiera.

Articolo del corriere della sera del 4 settembre 2013 di Alessandro Fulloni

«A.A.A Offresi»: quel filmato «dimenticato» all’ufficio corpi di reato del tribunale di Roma

UN LIBRO RICOSTRUISCE L’ITER GIUDIZIARIO DEL CASO CHE NEL 1981 DIVISE L’ITALIA

«A.A.A Offresi»: quel filmato «dimenticato» all’ufficio corpi di reato del tribunale di Roma

Il documentario sulla prostituta Veronique: un processo durato 10 anni. E la «pizza» inedita ancora sotto sequestro

image.png

Veronique, in un servizio apparso su «Playboy» dell’aprile 1981 (Rocchi)

Chissà sopra quale scaffale dell’ufficio corpi di reato del tribunale di Roma sarà stata dimenticata, quella «pizza» originale del documentario «A.A.A. offresi» mai andato in onda. Era il 1981, anno cupo, anno di piombo, e la storia di Veronique, quella «lucciola» francese ripresa in un documentario girato per Rai Due, divise l’Italia. Aspri dibattiti su censura, limiti della privacy. E un processo – con accuse di favoreggiamento della prostituzione – durato 10 anni.

«A.A.A Veronique», le foto della lucciola mai vista in tv

 LIBRO – Ora quella vicenda è stata interamente ricostruita, leggendo atti giudiziari e trovando testimonianze inedite, in un libro – «L’età dell’oro, il caso Veronique», edizioni Emmebi – scritto dalla giornalista Francesca Romana Massaro, esperta di cinema ma con la passione per le carte da spulciare negli archivi giudiziari, e Silvana Silvestri, critico cinematografico del Manifesto. Proprio in tribunale, appunto, è finita quella «pizza», poggiata chissà dove tra quelle migliaia di oggetti sequestrati che stanno lì da decenni, in attesa di essere messi all’asta, distrutti o riesumati in qualche cold case. Da allora, dalla conclusione dell’iter penale, nessuno ne ha saputo più nulla. 

CENSURA– Una pellicola persa tra quei frammenti di storia patria – tutto quel che si trova nella scena del crimine, dal delitto Pasolini al banale sequestro per contrabbando – che hanno per lo più un solo destino: un oblio che può, in certi casi, sconfinare pericolosamente nella rimozione colpevole. Se non in vera e propria censura. Esattamente quanto accadde a quel filmato che aveva come protagonista Veronique, all’epoca ventisettenne, ripresa mentre riceveva i clienti a Roma in un appartamentino al civico 50 di via San Martino ai Monti, quartiere Esquilino. Un documentario curato da sei donne – Maria Grazia Belmonti, Anna Carini, Rony Daopulo, Paola De Martiis, Annabella Miscuglio e Loredana Rotondo – già note per aver realizzato «Processo per stupro», andato in onda su Rai Due. Macchina da presa bloccata e riprese gelide – le stesse poi viste in certe successive trasmissioni di Rai Tre – sui volti di imputati, testimoni, inquirenti.

ERA IL 1981– Uno choc, per quell’Italia del 1981, con i giorni scanditi tra l’esplosione dello scandalo P2, l’attentato al Papa, il rapimento Dozier e il referendum sull’aborto. 

Nonostante le polemiche e la strada ancora in salita, le sei donne pensarono ad un altro programma per raccontare l’Italia. Uno «specchio segreto» nel quale i clienti – undici in tutto, tra cui un poliziotto che per l’incontro non scucì un quattrino dopo aver mostrato il tesserino – vennero ripresi con il volto oscurato, a loro insaputa. Approccio, trattativa e saluti in quattordici ore di filmato. Apriti cielo.

«IL PROGRAMMA NON VA IN ONDA» – Alle 21.30 dell’11 marzo, orario della programmazione su Rai Due, salta tutto. «Nel piccolo schermo appare Marina Morgan che, invece di “A.A.A. Offresi”, annuncia che andrà in onda – scrive Francesca Massaro autrice anche un saggio sulla censura nel cinema – il film “Grisbì”, con Jean Gabin». Non bastasse, la Morgan legge il telegramma inviato dal presidente della Commissione parlamentare sulla vigilanza Rai Mauro Bubbico: «Invito la concessionaria alla sospensione della messa in onda della trasmissione». Censura, insomma. A cui seguì la cancellazione definitiva del programma. A quel punto esplose il putiferio: picchettaggi davanti Montecitorio, interpellanze, stampa divisa. E anche l’accusa penale, per le sei autrici e per cinque dirigenti Rai, di favoreggiamento della prostituzione e violazione della privacy. L’agente venne invece imputato di violenza carnale. Della squillo, nel frattempo, nessuna traccia. Volata via, forse in Libano. O ancora a Parigi.

IN TRIBUNALE– Il processo si celebrò nel 1985: assolti tutti in primo grado. E anche in secondo, una sentenza arrivata 10 anni dopo tra mille polemiche e appelli di scrittori e intellettuali – tra cui Moravia e Maraini – a favore degli undici alla sbarra. Ma nel dispositivo della prima decisione – è la scoperta che si legge nel libro – venne stabilito il «destino del filmato. Il collegio decise di confiscarlo e la pellicola rimase nel deposito del tribunale di Roma, in quanto corpo del reato». «Da allora nessuno l’ha più visto – racconta oggi Francesca Massaro – nè le autrici pensarono di richiederlo. O la Rai di sollecitare una nuova messa in onda». Facile immaginare il perché: quella specie di gogna cui vennero sottoposti le sei donne e e i cinque dirigenti della tv di Stato «scavò nel profondo, lacerando le coscienze, anche le più battagliere e determinate». Meglio voltare pagina e non pensarci più. Così gli unici «spettatori» ad avere visto per intero il documentario risultarono – oltre agli inquirenti – quella manciata di inviati chiamati dalla Rai ad una specie di presentazione prima della messa in onda. Per il resto degli italiani, il nulla.

VERONIQUE, LA PARIGINA– E lei, Veronique, chi era davvero? Sul mensile Playboy, Giulia Massari – l’unica giornalista in Italia riuscita a intervistare la «lucciola» – la descrisse così in un servizio pubblicato nell’aprile 1981 e corredato dagli «scatti» di Roberto Rocchi, il celeberrimo fotografo delle dive: «Un po’ sul tondo, ma molto ben modellata, con la faccia larga, la bocca sensuale, i capelli lisci con la frangetta, impoveriti dai vari cambiamenti di colore: Veronique deve sicuramente attrarre gli uomini, o almeno quel tipo, che ama sentirsi tranquillo». Parigina, la mamma proveniente dell’ex Cecoslovacchia, una bambina. E un innamorato rimasto in Francia: perciò chiese che il documentario non venisse mandato in onda Oltralpe. Disinteressata di «femminismo e politica», nell’intervista raccontò di «avere accettato per curiosità, per fare un’esperienza ma anche per denunciare la situazione in cui vivono le donne che fanno le métier», il mestiere. Un lavoro svolto per soldi, da «abbandonare in fretta, prima di ritrovarsi con le stimmate». Poi il sogno di mettersi a lavorare con la madre, ceramista. Chissà se c’è riuscita.

NOVITA’ IN ARRIVO… L’ETA D’ORO EDIZIONE HOME VIDEO CG ENTERTAINMENT

logo-cg
unnamedleta-doro-dc-ps

dvd

Da domani 7 Marzo 2017 sarà disponibile in Home Video ill film L’età d’oro – Director’s Cut di Emanuela Piovano con Laura Morante, in un nuovo montaggio a cura della stessa regista, in cui sono recuperate alcune delle scene del lavoro di gruppo della cineasta Annabella Miscuglio tratteggiata da Laura Morante, oltre ad alcune scene in cui è più intensa la presenza di Giselda Volodi.

In generale, in questa occasione, la Piovano ha inteso fornire una sua versione della storia meno drammatica e più rievocativa del periodo e delle persone raccontate nel film. Le due versioni del film conviveranno nell’edizione homevideo, che sarà acquistabile su CG Entertainment http://www.cgentertainment.it/film-dvd/leta-doro/f21527/

http://www.cgentertainment.it/news/letdorodiemanuelapiovanoindoppiodvd/

“Una coincidenza perfetta tra forma e contenuto, uno charme retrò che intenerisce e commuove.” Mymovies.it

“Sognare davanti allo schermo era un modo di aprire gli occhi e farli guardare lontano, molto oltre ogni film.” Il Manifesto

“Annabella Miscuglio, un nome che è quasi un destino per una vita tumultuosa che riassume tutte le utopie e le gioiose follie degli anni 70. “ Il Messaggero

L’ETA’ D’ORO | EVENTO SPECIALE 2016 | FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA E DONNE

Evento speciale del Festival è il director’s cut di Emanuela Piovano, “L’età d’oro”

Lunedì 7 novembre.
Ore 21. Cinema La Compagnia – Firenze Via Cavour, 50r

locandina-cinepresa_w_loghiL’età d’oro è la scommessa cinematografica più impegnativa di Emanuela Piovano. Portare sullo schermo una figura centrale della scena romana degli anni 70 e 80, tra cinema sperimentale e femminismo nascente, Annabella Miscuglio, senza fare un biopic e neanche un documentario.

Annabella Miscuglio è stata l’ideatrice e la fondatrice del mitico Filmstudio di Roma. Ha realizzato inchieste, storiche e molto censurate, come Processo per stupro e A.A.A. Offresi su violenza e prostituzione.

Documentarista e sperimentatrice di nuovi linguaggi visivi organizzò, assieme a Rony Daopoulo il primo Festival di Cinema e Donne italiano: Kinomata.

A questo personaggio multiforme e affascinante, Emanuela Piovano si ispira per un film, poetico e sorprendente, in cui un figlio adulto, ancora ribelle nonostante la morte della madre, ne incontra l’ombra né triste né tragica e con essa discute e si riconcilia. Arabella/Annabella, una Laura Morante ironica e seduttiva, rievoca lo stile divita molto libero e creativo, comune al mondo scatenato dell’underground che il bambino di allora rifiutava e ora finisce per capire.
Siamo, però in Puglia e non a Roma e il discorso comprende il passato ed il presente di molti che, amano il cinema e continuano a credere nei loro sogni.

AGISCUOLA consiglia il film “L’età d’Oro”

logo_agiscuolaIl film L’età d’Oro di Emanuela Piovano è stato scelto dall’AGISCUOLA come film di alto interesse culturale e didattico. La visione è consigliata agli studenti delle scuole.

Manifesto l'età d'oro
Manifesto l’età d’oro

https://agiscuola.it/chi-siamo.html

https://agiscuola.it/schede-film/item/567-l-eta-d-oro.html

Riportiamo gli spunti di riflessione

di Rossella Chiovetta

1) Nel film “L’età d’Oro”, Don Sandro è il prete del paese di Monopoli. In gioventù era stato un cinéphile, amico di Arabella.

DON SANDRO -“Questo è vangelo”- Eppure c’è un’altra verità: quella del cuore… –

Il Vangelo ha subito tante stesure e censure.

La verità è una sola o possono essercene diverse ?

2) Nel film “L’età d’Oro”, Arabella è stata regista, ma ora vive da Don Sandro. Gestisce un’arena sul mare, proprio di fronte la chiesa. Insieme a Don Sandro, Vera, la sua giovane assistente e Alberto, il proiezionista dell’arena, hanno una missione importantissima da compiere: continuare a far vedere i nuovi e vecchi film come “L’Age d’Or” del regista Luis Bunuèl di cui preparano una rassegna e, nel contempo, riversare tutto l’archivio cinematografico di Arabella. Un archivio cinematografico è un patrimonio. Sei d’accordo sull’importanza che ha il recupero e la conservazione per la nostra memoria?

3) Nel film“L’età d’Oro”, Sid è il figlio di Arabella, abita al nord ed è tornato a trovare la madre. Durante il viaggio, nel ritrovare i vecchi luoghi, si chiede che bambino sia stato. Nei ricordi sente la voce della madre che gli dice che era stato un bambino magnifico. Ricordi che bambino/a eri tu? E se sei ancora un bambino, secondo te, quali sono i tuoi pregi e i tuoi difetti?

4) Nel film, Sid incontra i vecchi amici della madre, facevano parte della sua famiglia e lavoravano tutti per la passione del cinema con a capo Arabella. Ora però hanno tutti diverse professioni: Rosaria fa la giornalista, Jean, l’investitore finanziario e Bruno è magistrato. Sid si rende conto che era geloso della madre e che per questo se era andato.

– Hai mai provato gelosia per tua madre?

– Ti sei mai chiesto se è felice?  Se ha dei rimpianti?Pensi che ti ami abbastanza?

– Pensi che sia una buona madre?

5) Negli anni passati, molti sono i giovani che hanno lottato per la libertà. Cosa ne pensi del ’68 e dei movimenti di contestazione di quel periodo? In “L’età d’Oro”, Arabella credeva nel cinema come trasgressione e protesta non violenta. Secondo te il cinema può essere una forma di protesta?

6) Nel film “L’età d’Oro”, Arabella faceva parte di un collettivo femminista. Qual è la tua opinione sul femminismo? Le femministe sono state considerate da molti, streghe brutte e cattive. Da altri, donne che hanno avuto il coraggio di cambiare la storia. Qual è la tua opinione?

7) Arabella, nel film, viveva insieme ai suoi amici, amandoli tutti e tutte come in una comune. Sid ne era gelosissimo e dubita ora persino sulla sua assistente, Vera che ha una venerazione per sua madre.

– Ti darebbe fastidio vivere in una famiglia così?

– Hai mai sentito parlare di coppia aperta?

– Pensi sia possibile avere due padri o due madri?

– Può essere un arricchimento o sottrazione dell’affetto? Sai cosa sia una comune?

8) Nel film “L’età d’Oro”, Sid rimprovera la madre che non è riuscita a tenersi con sé il padre, anziché la corte dei miracoli, cioè gli amici che gli hanno fatto da padre. Ma il padre di Sid, un sassofonista che non amava il figlio, ha preferito andare via per seguire il suo sogno di musicista. Allora è giusto che Arabella abbia fatto crescere Sid in mezzo ai suoi amici?

9) Sid ha sempre rimproverato la madre per il tempo dedicato alla sua passione e non al suo ruolo di genitore. Conosci qualcuno che sia riuscito a coniugare una vita familiare ed essere un artista/regista? Credi che essere un artista/regista possa essere in contrasto nell’avere una famiglia? Pensi che una donna debba fare solo la madre?

10) Quante registe conosci? Conosci la regista Annabella Miscuglio? Nel film “L’età d’Oro”,  Rosaria e Don Sandro discutono sulla scelta di far proiettare nell’Arena “l’Age d’Or” per la rassegna dedicata al regista Buñuel.

ROSARIA – Io lo so bene cosa voleva fare Arabella, “L’Age d’Or” per parlare di censura…Come quella che lei ha subìto per tutti questi anni… cos’è la censura?

11) I film dal 1961 vengono valutati dalla Commissione ministeriale di revisione delle opere cinematografiche che ne giudica l’adeguatezza alla morale del tempo.

– Secondo te la morale è un entità assoluta o relativa alla propria epoca?

– Uno dei più importanti nostri politici, Giulio Andreotti, sosteneva che i “panni sporchi si devono lavare in famiglia”. Secondo te è giusto che un opera metta in luce anche aspetti scabrosi o rappresenti, nelle immagini, la povertà di un paese?

12) Nel film “L’età d’Oro”, VERA – Che differenza c’è spiare e fare cinema verità?Secondo te?

13) La generazione precedente alla tua, costata tanta fatica di chi ha lottato per cambiare le cose, la ritieni solo passata? Le sue idee seppur differenti delle tue possono essere costruttive anche per la tua generazione?Nel film “L’età d’Oro” – SID – “Ma abbiamo chi? Ma di chi parli? Tu e i tuoi amici? Tu e la tua generazione? Noi facciamo quello che possiamo, non quello che scegliamo di fare! Perché voi questo privilegio ce lo avete tolto”. Ha ragione Sid?

14) Nel film “L’Eta d’oro”, il figlio Sid è un giovane rigido e disilluso, vive solo del suo lavoro perché altrimenti non riesce a fare la spesa per la famiglia. In questa generazione della crisi, molti giovani sono disoccupati e molti non hanno un lavoro sicuro. Cosa ne pensi?

15) Bruno nel film “L’età d’Oro” si occupava dell’audio, era il cosiddetto “rumorista” del gruppo, ha poi ha lasciato il suo sogno per fare il magistrato. I giovani, oggi, avranno il tempo per sognare o inseguire una passione?Si possono ancora realizzare i desideri?  I sogni dei giovani vanno sostenuti?

16) Arabella nel film “L’età d’Oro” tiene in piedi, con passione, la vecchia arena cinematografica dedicandole tutta la sua vita. Ispirato a Annabella Miscuglio, fondatrice di Cinema Filmstudio nel 1976. Con l’avvento dei cinema Multisala e dei Multiplex , molte di queste realtà hanno chiuso. Per reggere la concorrenza i gestori dei cinema hanno dovuto inventare di tutto: iniziative culturali, pomeriggi speciali, rassegna serale dei film d’Essay… Qualche sala sta riaprendo ed hanno già un pubblico di affezionati. Non credi che il Ministero dei beni e delle attività culturali debba fare accordi con i gestori di queste piccole sale per la programmazione di grandi film di tutte le epoche anche per la scuola?

17) Molti ragazzi non conoscono L’”age d’or” di Bunuèl, ma neanche altri registi molto importanti della storia del cinema. Cosa si può fare ? E’ giusto che il cinema venga studiato già nella scuola dell’obbligo?

18) Nel film, Vera, prendendo esempio da Arabella, sua maestra di cinema, ha fatto tantissime ricerche, restaurato vecchie pellicole e tante, tante, interviste. Ha intervistato persino gli spettatori che andavano a vedere i film nell’arena. Dopo un laborioso montaggio è riuscita a fare un unico video. Che sarà poi il video che verrà  proiettato nell’arena per il funerale di Annabella al posto del film “L’Age d’Or “che non si trova.  Il cinema è presente, è ricordo. E’ giusto fare come Vera per raccoglierne l’eredità? I mezzi e la tecnica per fare cinema sono cambiati, siamo passati dal superotto al 36 mm, al digitale o al cellulare, ma non cambia mai lo scopo: raccontare le lotte, le speranze e i sogni. Secondo te è una forma d’arte che durerà per sempre?