“L’ETA’ D’ORO” PROIEZIONE E COCKTAIL ESCLUSIVO

04 /04/2016

Proiezione e cocktail esclusivo per il  film “L’età d’oro” al Cinema Lux di Roma.

Dil Gabriele Dell'Aiera, Laura Morante, Emanuela Piovano, Leandro Pesci
Dil Gabriele Dell’Aiera, Laura Morante, Emanuela Piovano, Leandro Pesci

Moltissimi i flash per Laura Morante protagonista nel film con il ruolo di Arabella. Presente anche l’attore Dil Gabriele Dell’Aiera nel ruolo del figlio di Arabella e la regista Emanuela Piovano.

CARA ADELE CAMBRIA

il manifestoUn ricordo. Compagna di strada, testimone di un’epoca 

cambria-1-2Adele Cambria in “Accattone”

EDIZIONE DEL14.11.2015 PUBBLICATO14.11.2015, 1:54 http://ilmanifesto.info/cara-adele-cambria/

Mentre il Corriere della Sera gonfia in modo forse un po’ esagerato la polemica di Muccino su Pasolini (una voce fuori del coro? sarebbe piaciuta proprio a lui?) muore una grande madre di quella stagione di attraversamenti a volte selvaggi, tra professionalità e avventurismo: Adele Cambria.

Adele me la presentò mio padre, una sera che in televisione davano Accattone. Era lei la madre con in braccio i bambini, grandi occhi che bucavano lo schermo bianco e nero dai larghi spazzi.
Poi la mia insegnante di italiano: in Amore come rivoluzione, libro consunto, portato sul comodino per anni, sottolineato e annotato, in cui Adele racconta l’epistolario Gramsci Anna Kuliscioff. Poi finalmente lei: aveva bussato un giorno del 1990 alla porta della mia casa romana in Trastevere. Non mi pareva vero, forse avevo avuto un flash. Ma era la mia vicina di casa, proprietaria di un appartamento al primo piano che poi sarebbe diventato la sede romana della Kitchen. Non c’era corteo o manifestazione dove non si trovasse ad un certo punto questa donnina appuntita che sembrava guardare e osservare con un terzo occhio per l’intensità con cui quelli in dotazione scorrevano le pagine del bloc notes ad appuntare sensazioni, emozioni, ma anche punture e dardi, che in Adele non mancavano mai, a partire da se stessa. Morirò presto, mi ha detto l’ultima volta che l’ho vista a casa sua in via dei Pettinari, e la frase era detta già con nostalgia dei nostri ormai sempre più radi incontri, senza ombra di dolore. E subito dopo, tipo Fenice, Daria Bignardi l’aveva voluta per dei piccoli elzeviri tipo Selfie alle Invasioni Barbariche. Perché Adele era un po’ la Fenice: come quando facemmo insieme il programma Parole Incrociate (l’ultima intervista a Sofri prima del carcere e altre chicche) e sembrava non dover mai andare in onda, e poi fu un successo. Era molto ricercata da lacché e opportunisti di cui si lamentava in modo spesso sfrontatamente esplicito, per la sua appartenenza al sacro graal del premio Strega. E se approfittava delle loro offerte poi non le restituiva. Perché Adele era anche questo: una militante e battagliera sacerdotessa, anzi «sacerdota» del tempio della politica intesa innanzitutto come partecipazione. Veniva dal Giorno e da Lotta continua, aveva fondato e diretto giornali e inorridiva recentemente per dover tenere un blog (voluto in realtà dagli editori), ma scriveva libri instancabilmente. (l’ultimo In viaggio con la zia ricorda il De Olivera di un film Parlato). Muccino ha forse ragione, Pasolini non era un regista e Adele neppure.  E meno male ! Forse è proprio di questo che abbiamo bisogno. Meno registi e scrittori, e più compagni. Il  video che avevo «girato» su di lei e tanto le era piaciuto si intitolava «cara Adele ti voglio bene», raccontava di una festa tra amici e non di una corsa a diplomi. cara Adele, arrivederci.
*regista e produttrice (Kitchen Film)

“SQUOLA DI BABELE” |VIDEO RECENSIONE DARINGTODO

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Tra le perle di importazione francese nei nostri cinema c’è Squola di Babele, il nuovo film di Julie Bertuccelli che fa sorridere e riflettere

Servizio a cura di Rosa Maiuccaro

Gli alunni della Squola di Babele di Julie Bertuccelli (Da quando Otar è partito, L’albero) sono irlandesi, senegalesi, brasiliani, marocchini, cinesi… Hanno tra gli 11 e i 15 anni e sono appena arrivati in Francia. Per un anno staranno insieme nella classe d’accoglienza di unascuola parigina.

In questo microcosmo tutti esprimeranno appieno la loro innocenza, l’energia e le loro contraddizioni, animati dal desiderio di cambiare vita e di vivere insieme, sconvolgendo le nostre idee e facendoci credere che un futuro migliore è possibile.

L’impostazione di Squola di Babele ci riporta immediatamente alla memoria Entre les murs – La classe di Laurent Cantet che vinse la Palma d’Oro a Cannes nel 2008.

Rispetto a quello, questo di Julie Bertuccelli è un lavoro certamente più modesto che ha però il merito di trovare una chiave ironica per immergerci nelle vite spesso drammatiche di ragazzini che fin dalla tenera età si sono confrontati con problemi da grandi.

I colloqui con i genitori sono i momenti di maggiore confronto culturale spesso esilaranti come quello in cui una mamma cinese afferma che la figlia parla poco perché i cinesi parlano poco e restando a casa tutto il giorno da sola non potrebbe comunque parlare con nessuno anche se volesse.

Un discorso drammatico che la Bertuccelli riesce comunque a mostrare con leggerezza e una sensibilità tipicamente femminile. Il giudizio complessivo nella nostra videorecensione.

http://www.daringtodo.com/lang/it/2015/04/24/videorecensione-squola-di-babele-di-julie-bertuccelli/

SQUOLA DI BABELE | CINEMA MASSIMO | TORINO

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AL CINEMA MASSIMO DI TORINO

IL CINEMA FRANCESE CON I  “RENDEZ- VOUS”

VENERDI 17 aprile– ore 22:30

SABATO 18 aprile ore 16:30

SQUOLA DI BABELE UN FILM DI JULIE BERTUCELLI

Julie Bertuccelli | Nata nel 1968, Julie Bertuccelli inizia la carriera come aiuto regista per Krzysztof Kieślowski, Bertrand Tavernier, Otar Iosseliani e Emmanuel Finkiel. Dopo i documentari La fabrique des juges ou les règles du jeu (1998) e Un monde en fusion (2001), dirige Depuis qu’Otar est parti… (2003), con cui vince il Gran Premio della Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes e un César per la migliore opera prima. Con The Tree (2010), tratto dal romanzo di Judy Pascoe, è selezionata in Concorso a Cannes.

Squola di Babele distribuito in Italia da Kitchen Film.

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ROMA – “SQUOLA DI BABELE” | RADIO CINEMA

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Emanuele Rauco di Radio Cinema intervista la regista Julie Bertuccelli per la presentazione del film  “Squola di Babele” nell’ambito del Festival Renedz-Vous a Roma. Il film distribuito dalla kitchenfilm nelle sale dal 23 aprile.

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http://www.radiocinema.it/137844/news/lintegrazione-e-possibile-nella-scuola-di-julie