“GREENEYES” GRAZIE A CHI CI HA SEGUITO E A CHI VORRÀ CONTINUARE A FARLO!

GREENEYES

Dalle “5 Ricette di Cine -Resistenza” a “GreenEyes”, iniziativa che ha inaugurato CINE-ROOM

La piattaforma creata in collaborazione con No.Mad Entertainment-Kitchenfilm ha voluto offrire al pubblico, anche in un momento di estrema difficoltà come l’emergenza sanitaria appena vissuta, la possibilità di non rinunciare al cinema di qualità, di scoprirlo attraverso dei percorsi di riflessione comune che ben al di là dello schermo hanno saputo creare degli importanti spazi di confronto.

Momenti di condivisione che ci hanno permesso di incontrare persone e compiere viaggi, possibili o solo immaginati, anche quando la realtà non lo permetteva, di resistere cercando soluzioni per il nostro futuro proprio attraverso il cinema, perché se il cinema, come ci insegna Joseph Bédier, è “un occhio aperto sul mondo”, noi non vogliamo smettere di guardare, continuando a farci regalare idee, sogni e pensieri.

Grazie quindi a tutti coloro che hanno seguito i nostri progetti e ne sono diventati parte, grazie a chi ci ha aiutato a realizzarli e a chi vorrà continuare a farlo. 

Qui sotto le foto della Diretta dell’evento di chiusura di GreenEyes dal titolo CINEMA SECONDO NATURA prima campagna di CINE-ROOM. Dallo studio della Kitchenfilm di Roma la giornalista e critica cinematografica Caterina Taricano, moderatrice della diretta, il critico cinematografico e conduttore di Hollywood Party su Rai Radio 3 Steve Della Casa, la regista Emanuela Piovano (kitchenfilm) e Lydia Genchi (No.Mad Entertainment). 

RICORDIAMO CHE I FILM NESSUN UOMO È UN’ISOLA E PETIT PAYSAN SONO ANCORA DISPONIBILI GIOCA PER OTTENERE LO SCONTO

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“IL CINEMA SECONDO NATURA” DIRETTA 30 GIUGNO ALLE ORE 17:00



“IL CINEMA SECONDO NATURA”
diretta 30 giugno alle ore 17:00
tavola rotonda conclusiva della campagna GREENEYES,
la prima della piattaforma CINE-ROOM.


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Ambiente e modo di vivere verde sono temi che con l’emergenza Covid-19 risuonano sempre con maggiore urgenza nella società attuale ed ora più che mai trovare alternative sostenibili di vita e di produzione sembra essere una vera necessità.

La No.Mad Entertainment e la Kitchenfilm è da molto tempo che si sono  avvicinate a queste problematiche, prima ancora che l’emergenza ci facesse aprire gli occhi verso queste tematiche.

I due film che abbiamo programmato a supporto della campagna Greeneyes “Petit Paysan” e “Nessun uomo è un’isola” ci fanno ragionare e meditare su quello che oggi è il problema centrale da cui partire per riflettere sulla situazione attuale: “Non è quanto si produce ma come si produce e come le cose vengono distribuite”

Qui oggi abbiamo riunito esperti di cinema, esperti di agricoltura e di produzione di cibo.
Il minimo comune denominatore di questo incontro é :

Come si può raccontare un modo diverso di vivere e produrre, quali sono le esigenze di chi produce nel settore primario, quali quelle dei registi, dei distributori o dei critici.
Come queste esigenze possono essere coniugate in questa nuova situazione?

Vogliamo con questo incontro mettere in rete
chi queste cose le fa e chi le racconta. 

 “CINEMA SECONDO NATURA” è moderato dalla critica cinematografica
Caterina TARICANO

Gli ospiti del live saranno:

Dominique MARCHAIS
regista del documentario “Nessun uomo è un’isola

Roberto LI CALZI
protagonista del film e membro del Consorzio siciliano “Le galline felici

Steve DELLA CASA
critico cinematografico

Anselme BAKUDILA
 rappresentante di Slow food, movimento culturale internazionale che promuove il diritto al piacere e difende la centralità del cibo e del suo giusto valore

Paola CAMBRIA
 in rappresentanza della CIA-Agricoltori Italiani, una delle maggiori organizzazioni di categoria d’Europa che lavora per il miglioramento e la valorizzazione del settore primario e per la tutela delle condizioni dei suoi addetti.

Francesco RANIER MARTINOTTI
presidente ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) che ci parlerà della diffusione dei presidi di cultura sul territorio.

Benoît BLANCHARD
Attaché audiovisuel / Addetto per l’audiovisivo
Ambassade de France en Italie – Institut français d’Italie

 Emanuela PIOVANO
distributrice della Kitchenfilm

 Lydia GENCHI
distributrice della No.Mad Entertainment

Vi aspettiamo!!!

CINE-RICETTA LIVE | STEVE DELLA CASA HOLLYWOOD PARTY Rai Radio 3

14 aprile 2020

Steve della Casa in apertura della puntata dedicata a Jean-Luc Godard del 13 aprile  RAI 3  Hollywood Party condotta con Dario Zonta in compagnia del critico cinematografico Paolo Mereghetti, ha citato l’iniziativa KITCHEN-FREE – 5 RICETTE DI CINE- RESISTENZA  STREAMING GRATUITO organizzata da Kitchenfilm.

Nel canale You Tube della kitchenfilm, questa sera in diretta alle ore 18 una CINE-RICETTA LIVE  con il regista Giacomo del Buono. Conduce Caterina Taricano.

https://www.raiplayradio.it/audio/2020/04/HOLLYWOOD-PARTY-Jean-Luc-Godard-il-cinema-in-diretta-su-Instagram-ea35fe10-435c-4e22-a618-384d21f2123a.html

EMANUELA PIOVANO A DISTANZA DI 30 ANNI CI RACCONTA IL CARCERE E CI MOSTRA QUALE POTENTE ARMA DI RESISTENZA POSSA ESSERE L’ARTE

Poesia Le rose blu, scritta e detta da Lidia nel film _Con questa poesia Lidia, una delle tante donne invisibili, una detenuta del carcere delle Vallette di Torino, nel 1988, rivendicava il diritto di esistere, di non essere dimenticata, di non dimenticare. Il 3 giugno del 1989 Lidia è una delle vittime dell’incendio che devasta la sezione femminile del carcere. Ed a lei, alla sua memoria, e al ricordo delle altre donne che persero la vita in quel tragico avvenimento, che il film “Le rose blu” è dedicato. E proprio una rosa blu è il filo conduttore del film, una rosa che entra in carcere grazie a Laura Betti,”l’amica dei poeti” e che passa di mano in mano, per raccontare ciò che le parole non sono in grado di esprimere, come la grande sofferenza di chi è privato della libertà. Un tema che avrebbe affascinato Pier Paolo Pasolini presente in spirito, oltre che con Laura Betti, anche con Ninetto Davoli, altro volto importante del suo cinema. 

“Una comunità chiusa che cerca di farsi ascoltare, che ha bisogno di riconoscersi nello sguardo degli altri per affermare la propria esistenza. Un universo claustrofobico e spersonalizzante in cui ci si salva solo attraverso la poesia.

 

A distanza di trent’anni “LE ROSE BLU”, di Emanuela Piovano ci racconta il carcere e ci mostra quale potente arma di resistenza possa essere  l’arte.

KITCHEN FREE | 5 ricette di cine-resistenza | streaming gratuito www.kitchenfilmshop.it

IL MORANDINI

“Nato da Lettere dal carcere (1987) – videolettere realizzate da detenute del carcere delle Vallette a Torino con il gruppo Camera Woman – è un collage di racconti e scene di vita carceraria col filo conduttore di una rosa blu che, passando di mano in mano, finisce in quelle di L. Betti, tramite onirico, insieme con N. Davoli, verso il corpo poetico e martirizzato di Pasolini. Girato in 16 mm (con frammenti in video) e gonfiato a 35 mm, costato meno di 200 milioni e meno di 1 mese di riprese, realizzato da donne (soltanto il montaggio è dell’ottimo Alfredo Muschietti) con la collaborazione anche creativa delle detenute come attrici non professioniste, “non è un film sul carcere, opera impossibile, ricorda la terrorista Susanna Ronconi sullo schermo, citando Marguerite Duras: è un film del carcere” (A. Levantesi). È anomalo, straordinario, poetico e politico, commovente, con risvolti allegri o ironici, sempre teso ad accogliere i suggerimenti del set e risolto in linguaggio sciolto di taglio sperimentale. Dedicato alle detenute che morirono nell’incendio delle Vallette del 3 giugno 1989 e delle quali rimasero soltanto i provini in video.”

STEVE DELLA DELLA CASA , LA STAMPA, 1990

“L’idea è quella di un film poetico, che si reg­ge su storie minime […] È ovviamente un film clau­strofobico e non potrebbe essere altro essendo impostato sul­l’istituzione carceraria e girato quasi esclusivamente negli spazi delle carceri Nuove […] Il tutto all’interno di ambien­ti che sono connotati anche dal­l’assenza di tonalità cromati­che forti, il colore dominante essendo il bianco-grigio dei mu­ri e dei pavimenti, l’ocra stinta degli armadietti, il grigio ferro di brandine e sbarre. […] Rispetto alle videolettere, si è cercato questa volta di dare una struttura unitaria pur mantenendo la frammentazio­ne delle esperienze personali che vengono narrate: e il col­lante è fornito dallo spingere le situazioni, la recitazione, le storie in una dimensione oniri­ca, ritenendo che solo la fanta­sia e la creatività possano ga­rantire la sopravvivenza in una struttura chiusa e limitata qua­le è il carcere. Le detenute alternano dialo­ghi e monologhi, passaggi reali­stici e situazioni immaginate, autocoscienza e finzione, pas­sato, presente e futuro inse­guendo ogni barlume di vita, ogni stimolo per riempire il lungo vuoto di giorni che tra­scorrono implacabili e inutili. Forse il nodo irrisolto del film è proprio quello di non aver sa­puto puntare sino in fondo sul­l’aspetto visionario, di non avere insistito sulla dimensione atemporale di un mondo che ha una scansione dei tempi completamente diversa dall’ester­no”

LE ROSE BLU | STREAMING GRATUITO| KITCHEN FREE

LE ROSE BLU  streaming gratuito  | kitchen Free

Consigliato da STEVE DELLA CASA  #iorestoacasa   HOLLYWOODPARTY RAI 

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Interpreti principali : Carmen C., Concetta R., Rita M., Anne F., Morgana C., Caterina R., Vittoria D., Antonietta P., Antonella C., Rosi P., Mariella F., Liviana T., Maria Luisa R., Lina L.,Oriana C., Daniela A., Marzia Z., Elisabetta B., Francesca P., Conni F, Betti P., Cinzia C., Maria V., Monica S., Maria Giovanna C., Rosi Z., Tania B. e  Isabella P.

Partecipazione speciale: Laura Betti e Ninetto Davoli

Trama: Una rosa blu è stata portata dentro il carcere femminile con il preciso mandato di consegnarla a Lidia da parte di  “un amica dei poeti”. Ma Carmen, la prima a ricevere la rosa, è anche la prima a dimenticarsene, sempre occupata a fare la morale a qualche ragazza. Inoltre non tutte sanno chi sia Lidia, né dove esattamente si trovi adesso, dato che peraltro il deboli tentativi di recapitarle la rosa falliscono sempre.

Luisa, l’ultima arrivata, apprende da Carmen che Lidia è per tutte quante loro un personaggio simbolico e carismatico, che ha scritto una poesia proprio sulle rose blu, e che fino a quel  giorno si trovava in cella di isolamento. Luisa chiede emozionata se può essere lei a riportare la rosa quando Lidia uscirà. Ma proprio mentre la porta sta per aprirsi si sente una fragorosa “battitura” di tutte le detenute, suonano gli allarmi, scatta l’emergenza.

Nel suo appartamento l’amica dei poeti riceve la rosa dalla guardia che l’aveva condotta da Carmen.

Come in una veggenza o un’evocazione, ritornano tra le fiamme i volti delle ragazze realmente morte nell’incendio delle Vallette del 3 giugno 1989, tra cui Lidia, delle quali restano soltanto i provini in video.

“Lidia, e con lei Ivana, Michi, Editta, Lauretta insieme ad altre sei donne, sono morte nell’incendio del 3 giugno, lasciandoci in eredità due ore di riprese video in mezzo pollice e la consegna quasi una profezia, a realizzare il film a tutti i costi, qualsiasi cosa fosse accaduta. […] La più agguerrita era Lidia, Lidia che ogni tanto le dicevo di non prendere troppo spazio, e quella volta che ha voluto registrare il pezzo sulle rose blu lo ha fatto dopo che io ho chiesto l’approvazione di tutte le altre, dato che quel giorno non sarebbe toccato a lei. E non gliel’avrei proprio fatto registrare se lei non fosse venuta a dirmi con tutto il suo coraggio e la sua forza, anche seduttiva, che io non potevo capire, che la sua era un’urgenza, e che io avevo il dovere, quindi, di rispettare quell’urgenza. Qualche giorno dopo di Lidia non ci sarebbe più stato al mondo che quella videoripresa.”

                                                                                                                   E. Piovano, Diario, 1990

 

PREMIAZIONE GIORGIO ARLORIO 36TFF| TESTIMONIANZA DI EMANUELA PIOVANO SULLA RIVISTA “MONDO NIOVO”

27 novembre 2018

Cerimonia di Premiazione in occasione del 36° Torino Film Festival allo sceneggiatore Giorgio Arlorio, e all’ex operaio, artista e filmaker Pietro Perotti martedi  27 novembre alle ore 20:30 presso il Cinema Massimo di Torino per il PREMIO MARIA ADRIANA PROLO ALLA CARRIERA con laudatio del critico cinematografico Steve Della Casa per Giorgio Arlorio che era rappresentato dalla figlia Sasha.

Presente alla cerimonia Caterina Taricano che ha redatto un numero speciale di “Mondo Niovo“, la rivista dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema che da un po’ di anni dirige. Presente Emanuela Piovano che ha contribuito con una piccola testimonianza. 

LA BELLA E LE BESTIE| BAFF FILM FESTIVAL 2018

9 maggio 2018

I direttori Steve della Casa e Paola Poli del Baff Film Festival 2018 hanno invitato la distributrice per l’Italia Emanuela Piovano (Kitchenfilm) a presentare il bellissimo film La bella e le bestie della regista tunisina Kaouther Ben Hania.  Il film ancora in fase di doppiaggio sarà prossimamente nelle sale dei cinema italiani.

La proiezione LA BELLA E LE BESTIE con i sottotitoli mercoledì 9 maggio alle 21.30 presso il cinema Ratti di Legnano.

 

 

 

 

LE STELLE INQUIETE | LE DONNE DEL VINO PIEMONTE 2018| LE FOTO DEL DIBATTITO “DONNE, VINO E CINEMA”

 

 

 

4 marzo 2018

Tutte le foto di Domenica  sera 4 marzo sull’interessante dibattito sul tema  “Donne, Vino e Cinema” al Museo Nazionale del
Cinema di Torino.

Coordina Renata Cellerino, delegata Piemonte dell’Associazione Le Donne del Vino. Modera l’incontro la docente universitaria Giusi Mainardi.

Intervengono: il critico Steve della Casa, la regista Emanuela Piovano e la giornalista enoturistica Silvia Delfuoco.

Emanuela Piovano, regista e  viticultora del vino erbaluce “Orosia”. Coltiva la sua uva tra vigne e boschi in totale armonia e sintonia con l’ambiente.

“ Fare arte di qualità è come fare il vino buono”

Trai filari di una vigna ha infatti ambientato il suo penultimo film “Le  stelle inquiete”, la storia di un incontro tra Simone Weil e il filosofo contadino Gustave Thibon. Durante il dibattito la proiezione di alcune clip del film.

 

 

INTERVENTO EMANUELA PIOVANO “LE STELLE INQUIETE” | FESTA DELLE DONNE DEL VINO PIEMONTE 2018| MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

 

4 marzo 2018

L’associazione delle donne del vino organizza il primo evento nazionale dedicato alla cultura del vino al femminile.

“ FESTA DELLE DONNE DEL VINO PIEMONTE 2018″

Al Museo Nazionale del Cinema di Torino presso la Mole Antonelliana Domenica 4 marzo alle ore 20,00 per “Donne, Vino e Cinema” un interessante dibattito sul tema:

 “Il vino nel cinema: un’immagine spesso in chiaroscuro. Ma con la presenza femminile nasce il rapporto con la terra, la vigna, il paesaggio…”

L’evento per celebrare Vittorio Nino NOVARESE, a 35 anni dalla sua scomparsa, costumista, scenografo e sceneggiatore italiano, vincitore di due premi Oscar per i migliori costumi: nel 1964 per “Cleopatra” e nel 1971 per “Cromwell”, che  ha soggiornato a lungo nel Monferrato nella propria casa di Cassine (AL).

Introduce Renata CELLERINO delegata Piemonte dell’Associazione Le donne del Vino.  Modera Giusi MAINARDI, direttrice dal 1999 della rivista enologica italiana  OICCE Times.

Intervengono:

Steve DELLA CASA, critico cinematografico e direttore artistico che analizzerà la stretta connessione tra il mondo del cinema e il mondo femminile.

Emanuela PIOVANO, nota regista e sceneggiatrice, fortemente legata al mondo del vino che racconterà la sua esperienza come registra vignaiola attraverso il suo film “LE STELLE INQUIETE”, interamente girato in una vigna del Piemonte.  L’intervento sarà corredato da alcune clip tratte dal film.

Silvana DELFUOCO, giornalista e collaborazioni con testate operative nel settore del turismo e dell’enogastronomia.

Curerà le riprese dell’evento il regista emergente Egon UPTINO.

LE STELLE INQUIETE note dell’intervento di Emanuela Piovano 

“Nel film, ambientato nel 1943 in una Francia divisa in due dall’occupazione nazista, si racconta l’incontro tra la filosofa Simone Weil e il vignaiolo filosofo Gustave Thibon.

Simone Weil si era recata in Ardèche per imparare il mestiere di vignaiola, lei così assetata di esperienze ed in particolare quelle legate a qualsiasi mondo del lavoro.

L’incontro con Gustave segnerà profondamente la vita della giovane e del suo mèntore, e la cornice tutt’altro che bucolica accentuerà il profondo scambio culturale affettivo e psicologico di questi due protagonisti del 900.

L’idea di scrivere e poi di realizzare questo film (Globo d’oro stampa estera – film da non dimenticare – 2011) mi era stata suggerita proprio da alcuni miei compagni di viaggio in questa terra canavesana dove da qualche anno coltivo erbaluce. La terra si chiama Canavese, un territorio segnato in modo molto importante dal passaggio di Olivetti, che aveva fatto di Simone Weil un’icona e in particolare aveva utilizzato le sue riflessioni nell’Enracinement (la Prima radice) per creare un movimento politico sfociato nell’esperienza di Comunità. Questo movimento è stato determinante non solo per le scelte culturali e industriali degli Olivetti, ma è stato uno stimolo ante litteram per la valorizzazione del territorio, in particolare per la viticultura. La doc Erbaluce è sbocciata in questo clima culturale grazie ad un impegno etico prima che politico.

Come ho cercato di raccontare nel mio film del 2010, il rapporto con la terra, con la vite, è qualcosa di magico e nello stesso tempo essenziale. Come se attraverso di esso si giungesse ad una sorta di succo dell’esistenza che non lascia spazio al superfluo. Come il gusto: per saperlo trovare bisogna essere puliti, ricettivi, in qualche modo sempre vergini, proprio come Simone Weil e il suo modo di rapportarsi al mondo assoluto, primitivo.

Finirò con il delineare qualche analogia tra fare cinema e fare vino, e come, nei momenti più bui del nostro fare artistico artigianale mai del tutto riconosciuto, abbia personalmente fatto spesso ricorso ai mie mastri vinai, di cui ho seguito la carriera all’insegna della qualità, e che ritengo abbiano molto da insegnare.

Cinema e vino oggi si scontrano con la serialità e la globalità. Il vino italiano ha da qualche tempo insegnato che questi due mostri non sono solo ostacoli ma anche opportunità. E anche il cinema, sempre di più e grazie soprattutto ai giovani, sta mettendosi in questo magico solco di artigianalità e unicità con tanta voglia di comunicarla a tutto il mondo.”